giardino villa anelli

Andrea e Orsola

La Camelia d’Oro è la camelia gialla (Camellia chrysantha o nitidissima) specie di pianta molto rara, dal portamento eretto, che venne messa a dimora nel giardino di Villa Anelli negli anni ’60. Fiorisce con parsimonia, ogni cinque anni: un piccolo fiore giallo svettante, semplice e carnoso, con foglie lucide e ricche di venature.

La Camelia d’Oro è anche il nome di una locanda citata nel romanzo “Shogun”, una saga eroica ambientata in un Giappone millenario. La Camelia d’Oro fu il luogo dove il protagonista del libro, in un momento intenso della propria vita, spesa nella difesa degli ideali della patria, si riposò con la propria amata.

Per noi la Camelia d’Oro è quindi sinonimo di ‘buen retiro’, è un luogo nascosto in un giardino ricco di camelie, carico di storia e simboli, felice di accogliere persone amanti del verde e desiderose di ritagliarsi del tempo per sé, in una cornice silenziosa e magnifica, dove la vista è appagata da una natura rigogliosa e rara. Per questo lo abbiamo scelto a nome della nostra impresa di famiglia.

Andrea Corneo, nato e cresciuto nel giardino di Villa Anelli, è uno dei massimi esperti Italiani di Camelie. Laureato in Agraria è un appassionato botanico e attualmente ricopre la carica di presidente della Società Italiana della Camelia. Sarà lui a narrare la curiosa storia di questo giardino e le tecniche di coltivazione della camelia.

Orsola Poggi Corneo, moglie di Andrea, ha trascorsi nelle relazioni pubbliche. Oggi è mamma e grande appassionata di EggArt (decorazione di gusci di uova). E’ membro della International Art Guild e della World Egg Artist Association. Si occupa di didattica ed artigianato artistico.

Storia del Giardino di Villa Anelli

E’ il 1872 e Carlo Berzio, giovane notaio milanese invaghitosi delle bellezze naturali del lago Maggiore, decise di dedicare gran parte della sua vita alla costruzione di un giardino a Oggebbio e, al suo interno, di una villa che ben si armonizzasse agli spazi verdi circostanti.

Ideato da lui stesso, il giardino è in stile romantico inglese e sfrutta genialmente i diversi piani e pendenze del terreno. I vialetti si snodano a zig zag tra un gioco di luci e ombre creato dagli altissimi e secolari alberi, conducendo l’ospite lungo un percorso ricco di sorprese e sempre diverse vedute panoramiche. Nella parte di giardino considerata ora storica furono piantate delle cultivar ottocentesche di camelia, che ancora oggi destano stupore per le loro dimensioni e sono oggetto di studio per la ricerca storica delle varietà coeve.

Carlo Berzio morì nel 1901 e la proprietà fu ereditata dalla sorella Giuseppina, moglie di Alessandro Anelli, un nobile avvocato di Milano.

Negli anni ’50 la proprietà della villa passa a Alessandra Anelli e un intimo amico di lei, l’ingegnere Antonio Sevesi, rimase ammaliato da alcuni esemplari di camelia in fiore. Fu così che l’ingegnere di Saronno, ispirato da queste piante secolari e spalleggiato da un gruppo di studiosi come il prof. Caraffini, dott. Coggiati, cav. Ardizzoia e da esperti coltivatori come Piero Hillebrand, Piffaretti, Zanoni e Mario Carmine, reintrodusse in Italia la coltura della camelia, che stava diventando sempre più marginale. Poco alla volta furono importate nuove varietà da tutte le parti del mondo e in particolare dall’Inghilterra, Giappone, Nuova Zelanda, Australia, Stati Uniti e Cina. Le piante venivano messe a dimora in Villa Anelli e piano piano la coltura della camelia andò a impreziosire il vecchio giardino all’inglese, sostituendo il frutteto e la parte ad ortaggi.

Gli ultimi anni sono stati dedicati a riportare all’antico splendore le molteplici varietà di camelia che soffrivano un’eccessivamente alta fittezza d’impianto. Oggi il giardino è letteralmente gremito di piante di camelia, la raccolta è molto eterogenea e rispecchia gusti e mode di varie epoche e diverse culture nazionali. Nel 2010 il giardino è stato nominato Camellia Garden of Excellence dalla International Camellia Society.

La recente costituzione dell’azienda La Camelia d’Oro è lo strumento ideale per condividere questo importante e prezioso patrimonio botanico.